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La gabella autostradale di Rosignano e la coerenza politica

Wednesday, May 17th, 2017

L’autostrada tirrenica non si farà più ed ecco arrivare a Cecina una mozione a firma del capogruppo del PD Nicola Imbroglia che chiede con forza, a tutti gli attori politici e istituzionali, di rimuovere il pedaggio di 60 centesimi al casello di Vada. Bravo Imbroglia, meglio tardi che mai come si suol dire. Invito però ad essere seri, la maggioranza non può ridurre Il tema, dopo anni di polemiche e contrasti, ad una semplice mozione come se fosse una delle tante opposizioni che ha sostenuto la battaglia del coordinamento territoriale NoSat in questi anni.

Le mozioni in genere provengono dalle opposizioni e suggeriscono a chi governa cosa fare e vengono riesumate, quando va bene, nel dibattito elettorale a meno che non siano veramente sentite anche da parte di chi governa il paese e decide del futuro delle nostre infrastrutture. Invito il partito democratico ad aprire un dibattito politico serio sulla visione dello sviluppo del territorio, lo aveva promesso anche l’attuale sindaco Lippi ai tempi delle elezioni. Il mantra, addirittura dogma, della proposta del PD in tutti questi anni è stato che l’autostrada era assolutamente necessaria per lo sviluppo del territorio. E’ l’Europa, sostenevano, che lo scrive nel libro bianco. Cerchiamo allora di capire perché ora non lo sia più e quali siano le possibili alternative. Nel frattempo si riconosca la realtà vissuta dai cittadini, in particolare coloro che vivono nei comuni privi dell’esenzione provvisoria dal pedaggio e che ad ogni passaggio pagano la gabella di 60 centesimi di euro dall’ormai lontano 2011. Molti cittadini si sentono traditi dalle forze politiche che hanno storicamente sempre votato e la loro reazione di protesta, a mio parere, appare coerente e giustificata. Angelo Capone, un operaio della Lucchini che sta vivendo la drammatica esperienza della perdita del posto di lavoro, ha espresso tempo fa il suo disagio su facebook per un pedaggio palesemente ingiusto. La risposta del capogruppo Nicola Imbroglia, oggi portavoce dell’iniziativa del PD di chiedere la rimozione del pedaggio, è stata di querelare quello stesso operaio di Piombino che esprimeva sulla mia bacheca la sua rabbia. Archiviata subito la mia posizione non essendoci alcuna responsabilità per le affermazioni altrui, il procedimento contro l’operaio è ancora in essere costringendolo ad un ulteriore insostenibile gabella: le spese legali. Il mio precedente appello pubblico di rimettere la querela era caduto nel vuoto e quindi ho chiamato personalmente il segretario del Pd cecinese, Antonio Costantino. Ho chiesto di affrontare il tema con buon senso e di provare a convincere il loro capogruppo a desistere da un azione penale verso chi nemmeno conosce e il cui fine, peraltro oramai fallito, appariva più propenso ad essere quello di attaccare il sottoscritto. Ad oggi, malgrado l’interessamento di Costantino, siamo ancora nelle more di una risposta chiara anche se uno spiraglio pare resti aperto. Una azione per togliere il pedaggio a Vada, per essere credibile, dovrebbe essere accompagnata da un segnale forte verso quei cittadini che hanno sempre combattuto proprio quel pedaggio, quindi rilancio la proposta: Imbroglia, perché non incontri l’operaio nell’intento di spiegare l’impegno del Pd per fermare la gabella come anche il procedimento penale ingiusto?

A.Lucibello Piani
Coordinamento Territoriale NoSat
Nodo Bassa Val di Cecina

 

 

 

 

 

 

 

Dall’europa niente fondi per il progetto dell’autostrada tirrenica!

Sunday, April 9th, 2017

Niente fondi europei per l’attuale progetto di Autostrade spa fortemente sostenuto dal governo e dal presidente della Regione Toscana Rossi. Del Rio è costretto a rimandare la questione con una review integrale del progetto che, è bene ricordarlo, nacque sulla base di un faraonico investimento di circa 3 miliardi di SAT tutto garantito dallo Stato, poi ridottosi a poco più di 2miliardi quando l’Europa bocciò la clausola dell’accollo finale da parte dello Stato del debito residuo, per scendere, con l’ingresso in campo di Autostrade spa che ha rilevato Sat dai vecchi soci (MPS, COOP bianche e rosse, Caltagirone e Gavio), a soli 1,3 milioni di euro, sempre troppi per un progetto che non sembra avere l’equilibrio economico necessario a giustificarlo e garantire il rientro dell’investimento. La messa in sicurezza, questione fondamentale, riguarda solo un tratto a sud di Grosseto, mentre alle imprese autostradali interessa il pedaggiamento dei tratti di superstrada dove al costo di un colpo di pennello si cambia il cartello di superstrada in autostrada e si può incassare un lauto pedaggio (sopratutto il tratto da Rosignano a Grosseto).

Punto fermo ad oggi è che per l’Europa la E80 è strada europea sufficiente a coprire le necessità del territorio, lo Stato Italiano è quindi invitato a trovare le risorse per mettere in sicurezza il tratto pericoloso senza regalare ai privati la Variante Aurelia, strada pubblica , già pagate e gratuita.

Il rischio ora è che si tornino a proporre aumenti dei pedaggi su tutta la rete autostradale per garantire ad Autostrade spa la redditività del progetto … vigileremo.
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2017-04-08/nel-def-119-opere-strategiche-servono-35-miliardi-214026.shtml?uuid=AEs5J61

Il MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI CONFERMA: SI PAGA!

Friday, June 5th, 2015

Pedaggio per tutti, questo ormai è chiaro e lo conferma ulteriormente il Ministero rispondendo ad una question time dell’On Segoni. Si pagherà e non solo, Autostrade per l’Italia potrà aumentare le tariffe dei pedaggio su tutta la rete per finanziare l’opera tirrenica! Quindi avremo una gabella occulta per tutti gli italiani da Nord a Sud (in questo caso dove si paga!);

Clamorosa la conferma che le esenzioni previste per i residenti siano limitate a soli 20km e per soli 5 anni … considerando che dal casello di Rosignano a Donoratico ci sono proprio poco piu di 20 km si evince che …. a pagare i 3,10 euro previsti a Rosignano saranno quasi tutti da subito e analoga situazione si verificherà a Grosseto Sud (2,5 euro).

Ecco il testo della domanda e la risposta del Ministero
(Fonte sito Commissione Ambiente Camera dei deputati: <Commissione Ambiente Camera)

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-05689
presentato da
SEGONI Samuele
testo di
Mercoledì 3 giugno 2015, seduta n. 434
SEGONI, ARTINI, BECHIS, BALDASSARRE, BARBANTI, MUCCI, PRODANI, RIZZETTO e TURCO. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:

in data 13 maggio 2015 è stato sottoscritto il Protocollo di Intesa tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, la regione Toscana, la regione Lazio, la società Autostrada Tirrenica (SAT) e Autostrade per l’Italia spa, azionista di maggioranza della SAT, sulla base del quale verranno investiti oltre 1,4 milioni di euro (interamente finanziati da Autostrade per l’Italia spa) per il nuovo progetto riguardante l’autostrada A12 Livorno-Civitavecchia (secondo le testate giornalistiche è prevista la messa a norma dell’Aurelia per tutta la tratta tra Cecina-Rosignano e Grosseto, mentre a Sud di Grosseto fino a Civitavecchia dovrebbe essere realizzata l’autostrada. A corredo dell’intesa pare esserci un tracciato definitivo dell’intera opera, ad eccezione del lotto 5B, riguardante la tratta Fonteblanda-Ansedonia, il cui tracciato non è stato ancora stabilito);
sempre da fonti stampa, si è appreso che in data 26 maggio 2015 il Viceministro Nencini, in occasione di un incontro con le autorità locali di Cecina in merito al progetto autostradale A12 Livorno-Civitavecchia, ha pubblicamente dichiarato che «il corridoio tirrenico, fino alla scorsa estate, era un progetto morto. Ora abbiamo un accordo, un buon accordo che andrebbe festeggiato proseguendo il tratto che va da qui, da Cecina, fino a Grosseto: la quattro corsie sarà potenziata, messa in sicurezza, riasfaltata. E in questo caso il pedaggio dovrebbe aggirarsi intorno ai 2.50 euro, ma anche qui è prevista l’esenzione per chi è residente nell’arco di 20 chilometri», rendendo evidente il fatto che, come è avvenuto per il lotto 6A (tra Tarquinia e Civitavecchia) la via Aurelia, strada pubblica dall’epoca dei Romani, verrà convertita in autostrada a pedaggio dopo poche opere di allargamento delle corsie e ripavimentazione, con esenzioni possibili solo per chi è possessore di Telepass (con abbonamento annuale a carico del proprietario del mezzo) e per chi è residente nel raggio di 20 chilometri dal casello;
i residenti nelle aree a sud di Grosseto, in cui dovrebbe venir realizzata l’autostrada, potrebbero non dover pagare per i primi cinque anni, mentre, per quelli successivi, la regione Toscana, usando risorse pubbliche che saranno tolte presumibilmente ad altri servizi essenziali, si è impegnata a garantire l’esenzione sia a veicoli di tipo A, auto, che di tipo B, piccoli camion, dirottandovi la propria quota di spettanza proveniente dai pedaggi;
nell’allegato VI del Documento di economia e finanza 2015 – Programma delle infrastrutture strategiche (a differenza di quello dell’anno precedente che conteneva un elenco di 100 pagine delle opere previste dalla legge obiettivo) si limita a riportare le 25 opere definite prioritarie, sulle quali il Governo intende puntare per l’adeguamento infrastrutturale del sistema Paese e tra queste non compare l’autostrada A12 Livorno-Civitavecchia. Inoltre da una lettura incrociata dei dati su autostrade e ferrovie emerge in modo chiaro che servirebbe il potenziamento delle linee ferroviarie – soprattutto quelle locali, legate agli spostamenti dei pendolari – mentre appare difficilmente giustificabile la propensione a realizzare nuovi (e costosi) tratti autostradali, nel paese che vanta una delle più estese (anche in rapporto alla superficie) reti autostradali d’Europa;
con il decreto legislativo n. 228 del 2011 è previsto che le opere prioritarie debbano essere individuate attraverso un Documento pluriennale di pianificazione (DPP), da definire entro settembre 2015 –:
se il Ministro interrogato, in considerazione del fatto che un’infrastruttura pubblica come la via Aurelia diverrà un’autostrada soggetta a pagamento di un pedaggio autostradale (senza che ad oggi nessuna complanare sia stata realizzata), intenda garantire, come già dichiarato, per i prossimi cinque anni l’esenzione del pedaggio per i residenti provvisti di Telepass e con quali modalità e se tale esenzione sarà a carico del gestore oppure se saranno previsti finanziamenti pubblici e, in questo ultimo caso, con quali coperture finanziarie. (5-05689)

Risposta scritta pubblicata Giovedì 4 giugno 2015
nell’allegato al bollettino in Commissione VIII (Ambiente)
5-05689

Come è noto, lo scorso 13 maggio è stato sottoscritto tra MIT, Regione Toscana, Regione Lazio, società SAT e Autostrade per l’Italia apposito Protocollo di Intesa per la definizione progettuale dell’A12 Livorno-Civitavecchia, con l’obiettivo di massimizzare i costi di realizzazione, utilizzando anche l’attuale SS 1 Aurelia nella tratta Grosseto-Cecina, contenere la tariffa per l’utenza, adottare sistemi di mutualità tra la società azionista ASPI e la SAT attraverso il finanziamento dell’opera con recupero tramite un adeguamento tariffario minimale da inserire sull’intera rete ASPI. Il tutto dovrà essere formalizzato con un ulteriore atto aggiuntivo, ferma restando la scadenza della concessione (2043).
In merito alle complanari, informo che, in ottemperanza a quanto raccomandato dalla delibera CIPE n. 85/2012, la Società concessionaria SAT anticiperà alcune opere previste nel Lotto 6B rendendole fruibili con il Lotto 6A in corso di realizzazione. Le opere consistono nella realizzazione di una viabilità complanare compresa tra le progressive km 10+000 e 11+000 e progressive 13+300 e 14+000 della tratta Civitavecchia-Tarquinia.
Per quanto attiene il pedaggiamento, si prevede un sistema di tipo «aperto» sull’intera autostrada. In particolare:
sulla tratta Civitavecchia-Tarquinia, il sistema prevede la riscossione del pedaggio in corrispondenza dell’attuale barriera Aurelia dell’A12 (di competenza ASPI) e della realizzanda barriera di Tarquinia, sulla base delle tariffe chilometriche;
sulle tratte Tarquinia-Ansedonia e Ansedonia-Grosseto sud, il pedaggiamento avverrà attraverso la realizzazione di 3 barriere, situate in corrispondenza di Capalbio, Fonteblanda e Grosseto sud, adottando le stesse tariffe chilometriche applicate alla tratta Civitavecchia-Tarquinia;
la tratta Grosseto sud-S. Pietro in Palazzi sarà interessata dall’applicazione di un pedaggio per i soli transiti alle barriere di Grosseto sud e S. Pietro in Palazzi commisurato a soli 10 chilometri e finalizzato alla copertura dei costi di esercizio e manutenzione della tratta.

È confermata l’esenzione riconosciuta ai veicoli leggeri (classe A) di proprietà dei residenti di tutti i Comuni attraversati dall’autostrada, con una applicazione che riguarda una percorrenza massima di 20 km per una durata di 5 anni dall’entrata in esercizio di ciascun singolo lotto realizzato; questa agevolazione è inserita nel Piano finanziario e non prevede il ricorso a forme di finanziamento pubblico.
Ulteriori forme di agevolazioni tariffarie potranno avvenire nel tratto da Rosignano Marittimo fino al confine regionale per i mezzi di classe A e B di proprietà dei residenti, degli Enti Pubblici e delle attività insediate nonché per i mezzi di trasporto pubblico locale (delibera CIPE n. 85/2012), mediante l’utilizzo dei fondi di cui all’articolo 33, comma 4, del decreto-legge n. 179 del 2012.

Sabato 15 Novembre , appuntamento a Capalbio …

Monday, November 10th, 2014

nov 2014 assemblea

Toscana : NoSat in Regione

Wednesday, March 5th, 2014

Tirrenica: ascoltate le voci del ‘no’ all’autostrada

Associazioni, comitati, partiti e rappresentanti delle istituzioni locali contro l’autostrada della Sat in commissione Mobilità. Coro unanime per Aurelia in sicurezza e valorizzazione del collegamento ferroviario

Firenze – Un no forte all’autostrada della Sat e un sì convinto all’Aurelia pubblica e sicura per un progetto di mobilità integrata nel corridoio tirrenico. Queste le motivazioni espresse da associazioni, comitati, partiti politici e rappresentanti delle istituzioni locali che sono stati ascoltati questa mattina dalla commissione Mobilità e infrastrutture, presieduta da Fabrizio Mattei (Pd). Hanno partecipato all’audizione rappresentanti del coordinamento “No all’autostrada, sì all’Aurelia pubblica e sicura”, dei partiti di Sel, del Movimento 5 Stelle, del Pd, delle associazioni Italia Nostra, Colli e lagune di Orbetello e di Legambiente Toscana. “Portiamo avanti questa battaglia – hanno detto i rappresentanti del coordinamento – nell’interesse del territorio e dei cittadini della Maremma. Siamo qui per chiedere che la Giunta regionale torni indietro sulla scelta in favore dell’autostrada. Adesso, c’è bisogno che l’Aurelia venga messa in sicurezza, rinunciando all’idea della privatizzazione; bisogna valorizzare a pieno il vettore ferroviario locale e utilizzare la navigazione di cabotaggio soprattutto per il trasporto merci”. “Riteniamo l’autostrada – ha detto Flavio Agresti di Sel, coordinamento provinciale di Grosseto – un’opera inutile rapportata al volume reale di traffico e dannosa dal punto di vista ambientale, paesaggistico e per lo sviluppo del territorio”. Il presidente di Legambiente Toscana, Fausto Ferruzza ha ribadito che il “progetto autostradale è figlio di una Toscana e di un’Italia che non ci sono più. Si tratta – ha affermato – di un’opera che autorizza uno sperpero di denaro. Si dovrebbe, invece, potenziare la linea ferroviaria ormai ottocentesca”. Ubaldo Giardelli, del coordinamento, ha sottolineato la necessità di tornare e di adattare ad oggi il Progetto Anas 2001, che prevedeva la messa in sicurezza e il raddoppio dell’Aurelia a sud di Grosseto. Anche gli interventi di Filippo Caracciolo e Michele Scola di Italia Nostra sono stati a difesa del “progetto Aurelia come strada pubblica messa in sicurezza”. “Dalla costruzione dell’autostrada – ha ribadito Matteo Della Negra del Movimento 5 Stelle – la Maremma riceve un danno sia per l’economia del territorio, sia dal punto di vista ambientale”. Da Tarquinia, Marzia Marzioli ha portato la testimonianza di un territorio dove i lavori sono già iniziati. “L’autostrada taglia in due una comunità – ha detto –. Su 14 chilomentri avevamo 55 incroci a raso e adesso verranno sostituiti da tre uscite, lasciando scollegate piccole frazioni”. Tutti i presenti hanno sottolineato l’esigenza, soprattutto in questo momento di crisi, di ridurre i costi a carico della collettività in termini economici, energetici e ambientali. (bb)

Il Libro che ti racconta quello che non vogliono tu sappia!

Sunday, November 24th, 2013

La Storia del progetto autostradale SAT , da Rosignano a Civitavecchia tra intrecci di interessi “legittimi” e meno “legittimi”

… alla ricerca degli interessi dei cittadini !

Clicca sulla foto per scarica il file PDF!

TIRRENICA

Tutti NoSat!

Friday, November 22nd, 2013

Domenica 17 novembre,

NO_SAT_Orbetello_-52ca4da San Vincenzo in provincia di Livorno è partita la prima carovana di auto di questo No SAT Day che ha toccato diverse località tra le quali Campiglia Marittima, Follonica, Grosseto; un altro corteo invece dopo Fonteblanda ha fatto sosta al Parco dell’Uccellina. Per tutti l’appuntamento è a Orbetello, in Maremma, da tempo il caposaldo di chi chiedeva la sicurezza dell’Aurelia e si è ritrovato invece un danno ancora non calcolabile nei suoi effetti.

Stessa meta per la carovana che si è mossa da sud, da Tarquinia, con tappa a Capalbio Scalo. Davanti alla stazione ferroviaria hanno parlato Gianni Mattioli, una vita passata tra facoltà di Fisica alla Sapienza e parlamento, Nicola Caracciolo, giornalista, storico e icona di Italia Nostra e infine Marzia Marzoli, imprenditrice tarquiniese, impegnata da anni in tante battaglie come quella contro l’uso del carbone nella centrale Enel di Civitavecchia. Negli interventi sono finiti i costi elevati di un’opera che avrebbe dovuto eliminare i pericolosi attraversamenti a raso e che invece finiranno per incidere sulla mobilità dei cittadini oltre che gravare con maggiori costi sugli operatori economici attivi nelle aree limitrofe al percorso.

A Orbetello, l’Auditorium si riempie rapidamente tanto che molti rimangono in piedi o sostano fuori. In evidenza bandiere dei movimenti ma anche quelle del Movimento 5 Stelle e SEL, presenti per la prima volta ufficialmente a un’iniziativa contro la SAT.

Presenti in tutti gli interventi le ormai note ma non ascoltate ragioni sul perché l’Autostrada Tirrenica sia diventata un caso esemplare di mala politica, almeno per i cittadini onesti. Ci sarebbe da chiedersi infatti in quale altra nazione sia possibile che una strada statale, la via Aurelia, partita da Roma nel III secolo A.C., venga inghiottita da un’operazione politico-finanziaria il cui risultato finale sarà quello di regalare ai privati un bene pubblico, facendo pagare ai soliti cittadini ciò che è sempre stato gratuito. Sembra un ritorno al passato quando la rendita fondiaria o immobiliare era la regola aurea che arricchiva i vari i nobili o signori e impoveriva le popolazioni.

Non ci sono altre nazioni, si chiede Nicola Caracciolo, che senza reagire permettano a Antonio Bargone di rivestire contemporaneamente il ruolo di presidente della Sat, la Società Autostrada Tirrenica, e di Commissario che dovrebbe vigilare sulla costruzione dell’opera. Non esiste il conflitto di interessi? Evidentemente no. Ma questo, si sa, non è una novità.

Altre considerazioni basterebbero a liquidare l’affaire SAT come un caso di arroganza politico-finanziaria. Gianni Mattioli, ad esempio, sostiene che con la metà dei miliardari investimenti previsti per l’autostrada si sarebbe potuto mettere in sicurezza il tratto Grosseto Sud-Civitavecchia Nord, garantendo una velocità di 110 km/h, contenendo le emissioni, limitando l’impatto ambientale ed evitando non pochi problemi alla mobilità degli abitanti. L’Europa non ha chiesto l’Autostrada, all’Europa andava bene proseguire sull’esempio della variante Aurelia come già realizzata tra Cecina e Grosseto. All’orizzonte non si prevedono incrementi del numero di veicoli circolanti tali da giustificare un’autostrada.

Per Marzia Marzoli, è forte la preoccupazione per l’area naturale della Farnesiana, a Tarquinia, che insieme a quella agricola di Pantano sarà penalizzata e marginalizzata per l’insensata scelta della SAT di non creare strade complanari adeguate per il traffico locale. Strade che avrebbero dovuto precedere i cantieri dell’autostrada. Sull’Aurelia intanto i lavori avanzano a ritmo serrato e ci sono i primi danni per gli abitanti delle aree non più servite da svincoli. Ci sono anche agricoltori, allevatori e aziende agrituristiche. Queste ultime non saranno più facilmente raggiungibili dai turisti.

Ma servirsi della futura autostrada non sarà facoltativo. Sarà obbligatorio infatti per quanti provengono da Roma e che proseguono verso Montalto di Castro e quindi verso Capalbio. Non ci saranno alternative perché una stretta e già pericolosa strada litoranea che corre a valle del tracciato si ferma a Riva dei Tarquini, qualche chilometro dal campo da golf di Marina Velka.

Non si salverà dal balzello neanche il traffico del porto di Civitavecchia diretto o proveniente da Toscana o Umbria. È in arrivo il “bancomat” della SAT: sono pronti infatti i “free flow”, i “nuovi sistemi di riscossione dei pedaggi, senza caselli, che prevedono l’installazione di telecamere all’entrata e all’uscita dei varchi in grado di leggere le targhe”.

Già ora che per fare quattro chilometri da Rosignano a San Pietro in Palazzi si esige un pedaggio di 60 centesimi e anche restando nei 14 centesimi a chilometro, è facile calcolare la batosta che si abbatterà su automobilisti e trasportatori.

Ecco così l’epilogo per una strada trasformata in autostrada, per una variante libera che con il cambio del colore dei cartelli da blu a verde, diventerà a pagamento. Ma la SAT pensa a tutto e promette ai residenti esenzioni per piccoli tratti, un’arma tutta italiana per abbindolare i cittadini dei paesi salvo poi, con il tempo, revocare o limitare “i privilegi”. Tanto la differenza la pagheranno altri.

Se questo non bastasse, c’è un aspetto che pochi hanno preso in considerazione. È prevedibile, fanno presente gli esponenti No SAT, che il pedaggio applicato sull’attuale variante Aurelia riverserà sulla vecchia Aurelia un esercito di automobilisti, mezzi pesanti con forti rischi per l’incolumità di pedoni, ciclisti e motociclisti. In parecchie località aumenteranno inoltre i livelli d’inquinamento per le emissioni dovute all’incremento inevitabile del traffico rispetto ad oggi.

Eppure nonostante queste semplici considerazioni, nonostante la contrarietà di Italia Nostra Toscana e Lazio, del Coordinamento NO SAT, del Coordinamento ambientalista di Grossetodi Colli e Laguna di Orbetello e di tutti i Comitati e Associazioni Ambientali tosco-laziali, e oggi anche di Movimento 5 Stelle e SEL, nonostante la mobilitazione di personaggi noti come Nicola Caracciolo o Furio Colombo e tanti altri, nonostante tutto, tutto è andato avanti.

E il merito è ascrivibile a quello strano intreccio politica-finanza più o meno sporca dove sono entrati da protagonisti oltre il Monte dei Paschi, l’ex ministro Lunardi del governo Berlusconi, il presidente della Regione ToscanaEnrico Rossi (PD), Altero Matteoli, ex ministro dei Trasporti (PDL) e oggi presidente della Commissione Lavori pubblici in Senato, poi i soliti costruttori nazionali.

Per chi ne volesse saperne di più, Ferruccio Sansa del Fatto Quotidiano chiarisce in questo intervento alcuni aspetti di questo gioco autostradale dove i partiti sono solo apparentemente avversari e traccia un profilo di Antonio Bargone, il potente presidente della SAT.

Tornando al No SAT Day, solo un politico locale ha avuto il coraggio di parlare, incassando gli applausi dei partecipanti riuniti nella sala dell’Auditorium, il sindaco di OrbetelloMonica Paffetti. Pur appartenente al PD, un partito in maggioranza pro SAT, il sindaco ha da tempo manifestato la propria contrarietà alla sovrapposizione dell’autostrada alla statale Aurelia nella zona di Orbetello. Molto più importante a parere di Monica Paffetti investire in sicurezza sul territorio, evitando il ripetersi di tragedie come quella recente provocata dall’Albegna.

Per tutte le associazioni l’obiettivo è uno: ritiro del progetto autostradale della SAT, ammodernamento dell’Aurelia e investimenti nel trasporto pubblico in particolare ferroviario, oggi considerato insufficiente.

Intanto sul fronte del lotto in costruzione tra Tarquinia e Civitavecchia, è stato costituito il Comitato di Tarquinia per il diritto alla mobilità tra imprenditori agricoli e turistici oltre che abitanti, che nei prossimi giorni formalizzerà una denuncia per i forti disagi anche economici dovuti ai danni prodotti da ruspe e mezzi, assenza di una viabilità alternativa, aumento del numero di chilometri da percorrere abitualmente.

E altri guai per la SAT arrivano dal fronte romano. L’A12 proseguirà infatti la sua corsa verso sud contro la bretella A12 Roma Civitavecchia/Tor dè Cenci-Latina, un progetto, finalizzato a realizzare un’autostrada a pedaggio che prevede demolizioni, espropri e la distruzione “di due Siti di Importanza Comunitaria, tre aree archeologiche e due Riserve Naturali”.

I comitati contro la realizzazione di questa opera si ritroveranno a Roma il 22 novembre, a Porta Pia, a partire dalle ore 14. In attesa che la SAT divori altro territorio e installi il prossimo bancomat.

NoSat : Domenica 17 novembre tutti insieme

Sunday, November 10th, 2013

Esenzione e Onorevoli… Qualcosa si muove!

Saturday, June 22nd, 2013

Prorogati i termini per confermare l’esenzione del casello di Rosignano

Thursday, June 6th, 2013