VADEMECUM “LE FALSE VERITÀ SULL’AUTOSTRADA TIRRENICA”


VADEMECUM “LE FALSE VERITÀ SULL’AUTOSTRADA TIRRENICA”

Una bugia ripetuta cento volte diventa verità….
per i molti disattenti, ma rimane pur sempre una bugia per chi è informato dei fatti.
Questo Vademecum serve proprio per informare e capire il nostro NO all’ Autostrada Tirrenica, sia secondo il progetto SAT odierno (autostrada sulla sede dell’Aurelia e della Variante Aurelia), sia a quello denominato CIPE 2008 che prevedeva da Rosignano a Grosseto Sud la trasformazione della Variante Aurelia in autostrada a pedaggio e da GR Sud a Civitavecchia una autostrada autonoma in sede diversa dall’Aurelia.
Per avvalorare queste due versioni, SAT e molti politici si servono di argomenti fasulli o inesatti, le bugie di cui parlavamo, che vanno smascherate, vediamo le principali.
  1. L’autostrada è indispensabile per lo sviluppo del territorio. Falso! Questo è un Mantra ripetuto ad libitum da SAT e alcuni amministratori, senza mai dare cifre e spiegare i perché dovrebbe essere così. In realtà è vero l’esatto opposto: l’autostrada non solo non è necessariama inutile e dannosa per lo sviluppo economico, per il turismo, per l’ambiente della maremma. Già il pedaggio produrrà un impoverimento certo dei residenti, ma anche il turismo ne risentirà: chi viene in Maremma lo fa per fruire di un ambiente unico, ancora (per poco) ben conservato, armonico, poco urbanizzato, fuggendo, in molti casi, da quello degradato in cui vive, fatto di svincoli, viadotti, cavalcavia, asfalto, cemento, poli logistici, capannoni, cioè da quello che un’autostrada comporterebbe e che si vorrebbe riproporre qui. Un’assurdità, a voler essere buoni.
  2. Le merci viaggeranno più veloci. E’ la riaffermazione di un modello di sviluppo oggi in crisi irreversibile, che i Brontosauri della politica continuano a ripetere, refrattari a tutto. Il mondo cambia, le auto non si vendono più, il picco della mobilità è stato raggiunto, la benzina è alle stelle (-12% di consumi), il turismo si fa sempre più consapevole e sparagino, centellinando i pochi euro a disposizione, e loro continuano a progettare tunnel, ponti, autostrade, per far viaggiare più veloci merci che rimarranno ferme negli scaffali, invendute e, soprattutto nuove tasse, sotto forma di pedaggio. E poi sicuri del “più veloci”? Sulla Variante certamente no! Oggi i 115 km di Variante da Rosignano a Grosseto si percorrono a 110km/ora, con un’autostrada a 130 km/ora (ma non dappertutto, visto che i limiti precedenti resteranno su viadotti e gallerie) si guadagneranno, teoricamente, una manciata di minuti, ma in più sono previste 4 barriere che vanificheranno il magro guadagno, e nel periodo estivo renderanno caotico il traffico dei turisti (chissà come saranno contenti e desiderosi di ritornare?)
  3. Tra Rosignano a Civitavecchia c’è un buco nero, la UE ci chiede l’Autostrada. Non è esatto! La UE nel suo libro bianco non chiede che il corridoio TEN1 (Berlino-Palermo) sia fatto con autostrada a pedaggio (in Germania non lo sono), chiede solo che ci sia “continuità di larghezza di carreggiata”, e questo è assicurato, almeno nel tratto Rosignano-Grosseto Sud, dalla Variante Aurelia, bella superstrada, quattro corsie con guardrail, larga a sufficienza, sicura, collaudata ANAS per 110km/ora, già pagata con i nostri soldi e gratuita. Cosa diversa sono i 106 km a sud di Grosseto, che da anni gridano vendetta per la pericolosità e i morti. E’ da lì che si sarebbe dovuto iniziare se realmente si avesse avuta a cuore la sicurezza dei cittadini, non iniziando da dove la strada è già sicura. Ma riadattando la Variante è più facile far soldi…subito, quelli, non la sicurezza sono l’obiettivo principale.
  4. Il progetto CIPE 2008 è l’unico che deve essere realizzato, perché approvato da tutti. Il progetto CIPE 2008 (vedi inizio) era approvato dalle amministrazioni e dalla SAT, non dalle associazioni ambientaliste e soprattutto, nella sua prima stesura, era stato bocciato dallacommissione UE per la concorrenza, in quanto prevedeva il cosiddetto “accollo” da parte dello stato: 3,8 MLD a favore di SAT nel 2046, alla fine della concessione.Cioè a fronte di un’opera che sarebbe costata a SAT 3,8 MLD, lo stato, al momento di riprenderla, avrebbe rimborsato tutta l’investimento iniziale e così SAT, per 35 anni, avrebbe incassato il pedaggio. Rischio d’impresa: zero virgola zero, solo soldi incamerati….. i nostri, ovviamente.I cittadini avrebbero, cioè, pagato 3 voltePrima, con la Variante già pagata, durante i 35 anni, col pedaggio, dopo, restituendo alla SAT i costi dell’opera. Una storia tutta italiana di privilegi per gli amici di merende, i furbetti della finanza stracciona e di mala gestione dei soldi pubblici. Il progetto CIPE definitivo non parla più di accollo, e per questo la SAT l’ha rigettato, variando in pochi mesi le cifre sul traffico e presentando un progetto di Autostrada in sede Aurelia, ad un costo inferiore di 2,2 MLD di €. Cioè il progetto CIPE 2008 non esiste più, perché non ci sono più soldi….oggi a maggior ragione.
  5. Per la Variante Aurelia il progetto prevede esenzioni del pedaggio per i residenti. Ridicolo!Pagare il pedaggio su di un bene già nostro, ci sembra quanto meno assurdo. Ricordiamo che la Variante è nostra e che SAT non farà altro che allargarla in qualche tratto, mettere i caselli per la riscossione e cambiare i cartelli da blu (statale) a verdi …. niente sarà fatto (troppo costoso) nelle gallerie o sui viadotti, a riprova che la Variante va già bene così com’è, e che stanno progettando un’autostrada di serie B. Ci troviamo cioè di fronte ad un “furto legalizzato” di un bene comune, tali sono infatti la mobilità gratuita e le infrastrutture che la consentono, da parte di un privato, “furto” perpetrato con il benestare complice delle amministrazioni che cercano di “alleviare la pillola” con la promessa di uno sconto per i residenti. Ma un furto non diventa meno disdicevole se restituisco parte del maltolto, rimane pur sempre un furto. Il pedaggio, se applicato ai residenti, e lo sarà (se no SAT rischia il fallimento), sarebbe una nuova, iniqua tassa sui cittadini, un pedaggio tra l’altro, esoso, tra i più cari d’Europa, 18 cent/km (20€ circa per la tratta), un vero e proprio strozzinaggio.
  6. L’autostrada serve per la sicurezza. Non è veroL’autostrada serve solo per far soldi, della sicurezza SAT se ne frega, ed anche molti politici lo fanno solo a parole: se fosse una priorità sarebbero intervenuti da anni sul pezzo di Aurelia a sud di Grosseto. Non mancavano certo né i progetti, come quello di Amato/ANAS del 2001, né i soldi (600 miliardi delle vecchie lire già stanziati in finanziaria), forse troppo pochi per gli appetiti insaziabili di certa gente.
    Comunque anche col progetto SAT, se ci fosse buona fede sulla sicurezza, le amministrazioni avrebbero costretto SAT ad iniziare i lavori dal pezzo di Aurelia a due corsie e non dove l’Aurelia è già sicura (ma anche più redditizia a breve).
    Costringeranno i residenti che non potranno pagare il pedaggio a rischiare la loro vita su complanari inesistenti, contorte e letali. Se questa è la sicurezza di cui parlano è roba da vergognarsi.
  7. Non ci sono alternative all’autostrada. Falso!
    Ci si scorda che l’alternativa c’è, e che non è un progetto utopico partorito dalla mente di qualche talebano ambientalista, ma si chiama Progetto ANAS 2001, che prevedeva la messa in sicurezza e raddoppio dell’Aurelia stessa a sud di Grosseto, progetto fatto sotto il governo Amato(sostenuto dal PDS/Ulivo e oggi rinnegato dal PD, con pochissima coerenza) e approvato dalla commissione ministeriale per la VIA (presieduta dall’arch. Maria Rosa Vittadini) e da tutte le parti sociali, ambientalisti compresi, forse con l’unica eccezione della (oggi sopprimenda) provincia di GR. Anche le obiezioni portate (troppi incroci a raso) vengono confutate dagli studi ANAS e da quelli di vari centri universitari che ribadiscono la fattibilità del progetto, che, lo ripetiamo, aveva forse il difetto di costare troppo poco e di consegnarci, alla fine, una Aurelia sicura, gratuita, ambientalmente poco impattante. Il progetto ANAS 2001 si è dimostrato inoltre la soluzione più vantaggiosa in termine di Analisi Costi Benefici, nel lavoro (unico nel suo genere) fatto nel 2004 dai prof.ri Marco Ponti e Andrea Boitani, che non sono due ambientalisti, ma architetti, docenti di Economia dei Trasporti del Politecnico e della Cattolica di Milano. Studio colpevolmente ignorato da chi dovrebbe tutelare i cittadini. Perchè?
  8. L’autostrada è un problema tecnico e non politico. Falso! Basterebbe ripercorrere la storia della Tirrenica per vedere come tutti i governi si siano interessati al problema e lo abbiano usato solo per fini elettorali e di propaganda politica. Ancor di più chiarificatore del problema è il conoscere l’assetto dirigenziale della SAT, che molti politici fanno finta di dimenticare. Esiste infatti un gigantescoconflitto d’interesse su cui l’omertà impera: Antonio Bargone, presidente SAT è anche Commissario Governativo straordinario per la Tirrenica che la stessa SAT deve costruire (232.000 euro di stipendio, Gazzetta Ufficiale, soldi nostri, ovviamente), cioè fa il controllore di se stesso….e nessuno dice niente. Perché? Speriamo che non sia perché Bargone è stato deputato PDS, intimo di D’Alema e consulente del potente assessore PD ai lavori pubblici e infrastrutture della Regione toscana Riccardo Conti che oggi, siede nel consiglio di amministrazione del fondo privato 2Fi (che si interessa di infrastrutture), pur essendo Coordinatore Nazionale per le infrastrutture del PD, in barba e disprezzo al codice etico del PD stesso che lo vieta. Speriamo che il silenzio non sia dovuto a tutto questo, ma a pensar male, qualche volta ci si indovina.
  9. Le complanari garantiranno la mobilità per chi non vuole pagare il pedaggio. Falso! Una vera e propria presa in giro. Per due ragioni. La prima che le complanari non esistono. Nel tratto Nord la vera, efficiente, complanare è la stessa Variante Aurelia; la vecchia pericolosa Aurelia, infatti, attraversa paesi e frazioni (Cecina, Donoratico, San Vincenzo, Venturina, Scarlino Scalo, Bivio Ravi, Grilli, Braccagni, Grosseto stessa) ed è stata, in molti casi, pedonalizzata. A sud di Grosseto (città che sarebbe attraversata da 7.000 veicoli/giorno in più…assurdo!!) l’Aurelia è ancora, e a maggior ragione, l’unica complanare possibile, perché non si possono chiamare tali le strade a sterro su cui SAT vorrebbe mandarci a morire. La seconda ragione è che le complanari non sono previste perchè SAT, per “ottimizzare il pedaggiamento”, non le vuole. Tutti devono prendere l’autostrada e pagare….e vada al diavolo chi non può permettersi di spendere i soldi del pedaggio.
  10. Le amministrazioni sono contrarie all’ultimo progetto! Falso! Alcuni politici venderebbero la Variante e la statale Aurelia per qualche briciola necessaria ai loro interessi elettorali. Il tratto zero (Chioma Marroccone), il prolungamento della SS398 (porto di Piombino), un cavalcavia/passante per i porti grossetani. Tutte opere che le varie amministrazioni avrebbero dovuto costruire con la fiscalità generale, ma non sono state capaci di realizzare. Oggi le vorrebbero demandare a SAT per giustificare il “furto” della statale e della variante Aurelia, e così ne diventano complici. Non fidiamoci.

Vogliamo, perché è un nostro diritto, una viabilità sicura, gratuita, poco impattante, ambientalmente ed economicamente: cioè, a Nord di GR il mantenimento nel pubblico (ANAS) della Variante Aurelia e a Sud di GR il raddoppio (in buona parte già presente) e messa in sicurezza dell’Aurelia secondo il progetto ANAS del 2001 o almeno che siano le popolazioni locali a decidere del loro destino.

“Dove finisce l’autostrada lì inizia la Maremma.
Ora l’autostrada non finirà, speriamo che non finisca anche la Maremma…
e noi lotteremo perché non finisca nelle mani di chi vuole distruggerla.”

Campagna di sostegno a NOSAT …
chi vuol difendere il proprio territorio dalle speculazioni a vantaggio dei soliti noti e partecipare attivamente avrà l’occasione di aiutare.

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